Momentum - Studio Rocchi Ghilardi Nuti
Nell'ambito del processo di costruzione di un portafoglio d'investimento, il momentum è uno dei criteri che storicamente ha dato i migliori risultati nella selezione delle asset class nelle quali restare investiti.
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Momentum

Performance Momentum e media mobile

Momentum

Momentum

 

Nell’ambito del processo di costruzione di un portafoglio d’investimento, il momentum è uno dei criteri che storicamente ha dato i migliori risultati nella selezione delle asset class nelle quali restare investiti. Selezionato infatti un universo di asset di riferimento, questo insieme di attività finanziarie -azioni, obbligazioni, oro, ecc.- può essere equipesato (equal weighted), costruito cercando la frontiera efficiente di Markowitz, modulato secondo criteri che seguono l’analisi fondamentale oppure miscelato seguendo algoritmi che mirino a minimizzare la volatilità del portafoglio stesso. Oppure, selezionando tra le asset class disponibili quelle che stanno andando meglio, ovvero presentano un trend migliore delle altre: che in estrema sintesi è il concetto di momentum.

Prendiamo allora le stesse asset class considerate negli esempi precedenti:

 

  1. SP500 (SPY)
  2. Nasdaq (QQQ)
  3. Mercati Emergenti (EEM)
  4. Small Cap Usa (IWM)
  5. Azioni ex-Usa (EFA)
  6. Long term Treasury Bond (TLT)
  7. Immobiliare (IYR)
  8. Oro (GLD)

 

e vediamo cosa sarebbe successo negli ultimi 20 anni se nel nostro portafoglio avessimo inserito i 2/3/4 titoli (degli 8 sopra evidenziati) che negli ultimi 6 mesi avevano avuto la migliore performance: rifacendo i conti ogni mese, e sostituendo i titoli che erano scesi nella classifica delle performance con i nuovi entranti.

 

Le performance

 

Come sempre un grafico parla più di mille parole, per cui ecco i risultati:

Performance di portafoglio Momentum

Come multi studi accademici hanno mostrato, usare il momentum come criterio di selezione degli asset da inserire in portafoglio ha un impatto positivo sulle performance. Il problema è che aumenta anche la rischiosità del portafoglio stesso: tra poco vedremo un piccolo accorgimento per ridurre il rischio, poi nei prossimi articoli cercheremo il modo per tenere conto di questo fattore e per trovare una soluzione.

E se invece di usare come filtro la performance degli ultimi 6 mesi proviamo a utilizzare un dato più reattivo, ad esempio quella dell’ultimo mese?

I risultati non cambiano di molto, e tutti i portafogli confermano un risultato migliore rispetto alla generica diversificazione equal weight di tutti gli asset disponibili.

Performance Momentum 1 mese

 

Un filtro per il momentum

 

E se volessimo -giustamente- qualcosa di più? Giustamente non perchè una performance di oltre il 7% annuo sia disprezzabile, ma perché arrivare a vedere un -50% del proprio patrimonio nel momento di massima discesa non è sostenibile per nessuno, a meno che si parli di piccoli investimenti: che però non sono l’oggetto della nostra discussione. Uno dei sistemi più utilizzati consiste nel mettere un filtro, che tipicamente consiste nella sua forma più elementare in una media mobile. In pratica, si tengono in portafoglio le asset class migliori purché siano davvero le migliori e non le meno peggio, ovvero purché la loro performance negli ultimi mesi sia positiva e non negativa.
In questo modo i risultati sarebbero comunque stati molto positivi, a fronte di una volatilità ( e di un drawdown) inferiori a quelli di prima:

Performance Momentum e media mobile