ETF vs Fondi Comuni: Come Risparmiare Migliaia di Euro - Studio Gabriele Rocchi
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ETF vs Fondi Comuni: Come Risparmiare Migliaia di Euro

Fondi comuni ETF

ETF vs Fondi Comuni: Come Risparmiare Migliaia di Euro

Non avete molta familiarità con numeri e percentuali?
Non preoccupatevi, non siete soli. La maggioranza degli italiani è proprio come voi: preferisce evitare argomenti finanziari complessi e spesso nasconde la testa sotto la sabbia quando si tratta di investimenti.
Probabilmente, però, non vi piace essere presi in giro: allora seguitemi in questo breve flashback degli ultimi 15 anni, per capire come scegliere ETF rispetto a fondi comuni possa influenzare moltissimo i risultati del vostro portafoglio.

Avete inziato a investire il vostro patrimonio nel 2010, e il vostro promotore (o bancario, o private banker, è esattamente la stessa cosa: cambia solo la fattura dell’abito) tra le altre cose vi ha fatto comprare azioni: la crisi (quella del 2007-09 iniziata con il fallimento di Lehman) era finta da poco, e poteva essere il momento giusto.
In effetti, lo era: ma ve le avrebbero fatte comprare anche se le Borse fossero state sui massimi storici….
Comunque, quali azioni? Le azioni che costituiscono la base di un portafoglio diversificato, ovvero azioni internazionali. Sicuramente sotto forma di un fondo comune, diverso a seconda del gruppo per il quale il vostro venditore lavorava in quel momento.

“Come? Non è un venditore, ma un ‘gestore di relazioni’ o addirittura un consulente?” – mi spiace, ma è comunque un venditore. Il suo reddito dipende da quanto costosi sono i prodotti che riesce a farvi acquistare. Più elevate sono le commissioni, maggiore è la remunerazione del promotore. Non è una questione di relazioni, ma di vendite…

Fondi Comuni vs ETF – Una Sostituzione Intelligente

Un fondo, dicevamo: ma quale fondo? Per non fare “cherry picking” scegliendo quello più favorevole alla nostra tesi, immaginiamo un fondo “medio”: e consideriamo come andamento e performance quella registrata dalla categoria “Fondi Azionari Internazionali”, mantenuta da Fideuram da oltre 25 anni.

Il risultato? +94%!! Che fortuna! O che sagacia. O insomma fa niente, perché alla fine è andata bene.

O no?

No.

No, perché da oltre 20 anni esistono degli strumenti che funzionano come i fondi comuni, ma costano molto di meno (si chiamano ETF, acronimo di Exchange Traded Funds). Come vedete nel grafico qui sotto, il trend negli Usa è assolutamente delineato: l’investitore americano, ben avvezzo a costi e ricavi, continua da anni a liquidare i fondi e li sostituisce con ETF.

Perché Scegliere un ETF?

Gli ETF funzionano in modo molto simile ai fondi comuni, investendo nelle stesse azioni (o obbligazioni, o altro) ma con una differenza sostanziale: i costi.
Negli Stati Uniti, il trend è evidente dalla fine del secolo corso: gli investitori, consapevoli dell’impatto dei costi sui rendimenti, stanno sostituendo i fondi comuni con gli ETF.
Si tratta, infatti, di una vera e propria sostituzione.
Un ETF che segue un indice azionario internazionale, come l’MSCI World, investe negli stessi titoli del fondo comune, ma lo fa a un costo molto inferiore.

Pensate ai fondi e agli ETF come due scatole che contengono gli stessi asset. La differenza è che la scatola del fondo comune ha un grosso buco dal quale escono continuamente commissioni elevate. La scatola dell’ETF ha anche lei un buco, ma è molto più piccolo. Di conseguenza, meno denaro viene tolto dal vostro portafoglio.

Il Confronto di Costi: ETF vs Fondi Comuni

Il problema principale dei fondi comuni sono proprio le commissioni. Queste includono i costi di gestione, spesso sopra il 2% annuo, e altre spese nascoste che incidono negativamente sul rendimento finale del vostro investimento.
Un ETF, invece, ha commissioni molto più basse, in genere inferiori allo 0,3%. Questa differenza può sembrare minima, ma sul lungo termine ha un impatto enorme sul capitale investito.

Supponiamo che il vostro investimento iniziale sia stato di 100mila euro. Negli ultimi 14 anni, utilizzando un fondo comune, avreste ottenuto un rendimento di circa +237%, che equivale a un capitale finale di 337mila euro.
Tuttavia, se aveste investito la stessa somma in un ETF (quello dell’esempio ha il codice Isin: IE00B4L5Y983), avreste potuto ottenere un rendimento significativamente maggiore, poiché i costi inferiori avrebbero lasciato più spazio alla crescita del capitale.

L’Impatto delle Commissioni

Considerando i costi e aggiungendo una consulenza indipendente con una fee media dell’1,25% (dunque compresa Iva e contributi), avreste comunque ottenuto un rendimento superiore di oltre il 50% rispetto al fondo comune. In altre parole, avreste potuto risparmiare decine di migliaia di euro in commissioni non necessarie.

Con un investimento iniziale di 100mila euro, parliamo di una differenza di oltre 130mila euro in 14 anni, una cifra superiore all’investimento iniziale! Quei 130mila euro sono stati il guadagno del settore del risparmio gestito, un guadagno ottenuto direttamente a vostre spese.

La Soluzione: Affidarsi a un Consulente Finanziario Indipendente

È comprensibile che i numeri possano sembrare ostici e complicati da comprendere. Ma continuare a ignorarli e mettere la testa sotto la sabbia è una scelta costosa. La buona notizia è che esiste un’alternativa: affidarsi a un consulente finanziario indipendente.

Un consulente indipendente non ha conflitti di interesse, poiché non guadagna dalle commissioni dei prodotti finanziari che vi propone. Al contrario, lavora esclusivamente per i suoi clienti e suggerisce soluzioni che siano davvero nel loro interesse, come gli ETF al posto dei fondi comuni, per ridurre i costi e massimizzare i rendimenti.

In questo modo, l’interesse del consulente è allineato con il vostro: più crescono i vostri investimenti, più egli sarà remunerato. Non ci sono incentivi a vendere prodotti con commissioni elevate, e il focus rimane esclusivamente sulla strategia migliore per il cliente.

ETF e Investimenti: Scegliere il Futuro del Vostro Portafoglio

Gli ETF rappresentano una scelta intelligente e moderna per chi vuole investire senza sprecare denaro in commissioni inutili. Come abbiamo visto, la differenza tra investire in un fondo comune e investire in un ETF può significare decine o centinaia di migliaia di euro risparmiati, soprattutto su orizzonti temporali di medio-lungo termine.

Il risparmio sui costi è una componente fondamentale per aumentare il rendimento del vostro portafoglio. Ogni euro che non viene speso in commissioni è un euro che rimane investito e contribuisce alla crescita del capitale. Per questo motivo, gli investitori più consapevoli e attenti ai costi stanno abbandonando i fondi comuni a favore degli ETF.

Non Nascondete la Testa Sotto la Sabbia – Informatevi e Scegliete in Modo Consapevole

Capisco che i numeri possano non piacere a tutti, ma capire la differenza tra un fondo comune e un ETF potrebbe letteralmente cambiarvi la vita finanziaria. Ignorare i costi significa accettare di perdere denaro, senza neppure accorgersene.

Non fatevi affabulare da chi, con abiti eleganti e sorrisi radiosi, cerca di convincervi che sta lavorando nel vostro interesse. I suoi obiettivi potrebbero non essere i vostri, e il prezzo pagato in commissioni può essere molto alto: si chiama conflitto d’interesse.
Affidatevi invece a chi è realmente indipendente, a chi ha come unico interesse la crescita del vostro capitale.

Il Vero Valore della Consulenza Indipendente

Alla fine, il ricavo di qualcuno è il costo di qualcun altro.
Se il ricavo è di una banca, quel costo siete voi a sostenerlo.
Se scegliete la consulenza indipendente, il vostro denaro resta in gran parte investito, riducendo al minimo le spese e massimizzando i benefici.

Volete scoprire come risparmiare sulle commissioni e ottenere il massimo dai vostri investimenti? Contattateci oggi stesso per una consulenza finanziaria indipendente e scoprite la differenza che può fare per il vostro futuro finanziario.

NB
Quanto scritto esprime unicamente le opinioni dell’autore, e non va inteso come consulenza generica né personalizzata, né come un suggerimento a comprare o vendere titoli di alcun tipo.
I grafici riflettono l’andamento di indici, che non tengono conto dell’impatto dei costi di negoziazione, delle tasse e di altre variabili.
L’andamento passato non esprime una previsione sul futuro né l’aspettativa di performance analoghe.